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Il mondo in un sorriso

Scrive Penney Peirce (Frequenzy, p. 169): “Probabilmente sapete riconoscere quando qualcuno è fuori dal suo corpo, con quello sguardo vacuo da ‘nessuno in casa’, quando sembra reagire automaticamente agli eventi […] Quando qualcuno è fuori dal suo corpo non riuscite a sentirlo, ma provate a guardare negli occhi la cassiera e a sorriderle, e vedrete che rientrerà nel suo corpo e si connetterà con voi”. 

Il sorriso, se sincero, è in grado di aprire molte porte. Parliamo di quello vero, non dovuto, non dato per cortesia o volto a manipolare. Un sorriso può far sorgere il dubbio a chi sta per colpirti, con quel suo potere di sorprendere e quell’essere fuori luogo. Disarma chi s’è faticosamente vestito dell’armatura del rigido intransigente, scuote le certezze di chi s’è barricato dietro alte mura coi fucili spianati. Non lo puoi travisare perché è difficile non accorgersi di un sorriso sincero, è difficile ignorarlo e non rispondere quando è vivo, caldo, per te. E quando non te lo aspetti perché non c’è motivo, il sorriso diventa un dono: qualcuno è lì davanti a te e te lo porge con tutta la fragilità di chi spalanca il suo cuore senza sapere cosa farai tu, se lo trafiggerai. Sorridere con sincerità vuol dire avere fiducia, sono braccia che s’allargano nella speranza che anche le tue abbiano lo stesso desiderio, sono occhi che cercano i tuoi e tu non sai se è per sbaglio o sono davvero per te, e distogli lo sguardo ma torni indietro perché quella strana emozione che stai provando è sì paura, ma di poterti aprire a tua volta, senza motivo. Perché il sorriso include, sdrammatizza un poco la vita, rimette a posto le emozioni, è un formidabile attrattore universale, rende più belli, rende più forti. In un sorriso c’è tutto il mondo: la gratuità, la sincerità, la vicinanza, la gioia. Dovremmo sorridere più spesso agli altri, imparare a farlo con maggiore spontaneità; ci vorrebbe una scuola dei sorrisi, una materia apposita, delle esercitazioni non per imparare a recitarlo ma per far nostra la fiducia ad esso sottostante. Sarebbe bello sorridere a tutti quelli che si incrociano, non fosse per la paura di essere fraintesi o presi per matti. Eppure, se proviamo a ricordare, non c’è mai capitato di pensar male di un sincero sorriso altrui, specie se è stato per noi.

Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare
(Tiziano Terzani)

 

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In fila alla cassa

Capita che, in fila alla cassa di un supermercato o al bar mentre si sorseggia un caffè, seduti nella sala d'attesa del dottore o nell'autobus mentre si va al lavoro, si ascoltino discorsi su questioni grandi e piccole della vita e del mondo. Si tratta per lo più di frasi fatte e slogan, di giudizi spesso sommari e netti, di conclusioni affrettate su temi che meriterebbero un altro livello di conoscenza e preparazione, ma che riescono sorprendentemente a trovare il consenso di molti. Colti alla sprovvista dal loquace interlocutore, di solito non si replica ma può succedere che andandosene ci si senta addosso uno strano senso di disagio, quello di chi nel suo piccolo non ne ha di queste certezze assolute e sospetta che le cose siano un po' più complesse...

 

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